domenica, 19 Luglio, 2026
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Il nazionalista Janša di nuovo primo ministro in Slovenia

di Salvatore Sinagra (Comitato scientifico CESPI)

Domenica 22 marzo si sono svolte le elezioni legislative in Slovenia e sono state un testa a testa tra il Movimento Libertà (Gibanje Svoboda – GS) di Robert Golob, primo ministro uscente, in carica dal 2022, e il Partito Democratico Sloveno (Slovenska Demokratska Stranka – SDS) di Janez Janša, primo ministro dal 2004 al 2008, dal 2012 al 2013 e dal 2020 al 2022.

Robert Golob, 59 anni, un ex manager pubblico, ebbe ruoli secondari in diversi partiti di centro e di sinistra, poi nel 2022 divenne presidente del Partito Verde, allora fuori dal parlamento, e lo rinominò Movimento Libertà. Alle elezioni del 2022 il suo partito ottenne il 34,5% staccando di 11 punti quello di Janša. Formò un governo grazie ai 7 seggi dei Socialdemocratici ed ai 5 di Levica (in sloveno sinistra).

Janez Janša è un veterano della politica slovena, 68 anni, già membro della Lega dei Comunisti e dissidente negli ultimi anni della Jugoslavia comunista, tre volte primo ministro, due volte in galera, una per motivi politici ed una per corruzione, nel secondo caso fu poi assolto. Si è schierato quattro anni fa a favore dell’Ucraina, ma ha avuto una relazione privilegiata con Orbán. Janša è il leader del Partito Democratico Sloveno (Slovenska Demokratska Stranka – SDS) dal 1996, qualcuno ironizza che in Slovenia vi è un partito che si chiama democratico, ma ha lo stesso leader da trent’anni come il partito di governo della Corea del Nord[1].

La Slovenia ha una popolazione di circa 2 milioni di abitanti. È una repubblica parlamentare, il Presidente della Repubblica ha un ruolo di rappresentanza e cerimoniale, anche se eletto direttamente dal popolo. Le elezioni legislative vengono tenute ogni quattro anni. Si vota con un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. Il parlamento monocamerale ha 90 membri.

I sondaggisti, almeno da fine 2024, hanno attribuito al partito di Janšá un vantaggio di diversi punti, anche 10 in alcuni momenti[2], poi a sorpresa alle elezioni di marzo 2026 il partito di Golob ha ottenuto il 28,6% dei voti e 29 seggi, contro il 28% e 28 seggi dei nazionalisti di Janša. La stampa, almeno quella italiana, ha decretato la vittoria di Golob [3]. Tuttavia, in ogni sistema elettorale, e soprattutto in uno proporzionale, non vince le elezioni chi ottiene più voti, ma chi riesce ad assicurarsi una maggioranza parlamentare, anche con accordi post-elettorati con altre forze.  In Slovenia per governare servono, salvo la nascita di governi della non sfiducia, che si basano sull’astensione di forze esterne alla maggioranza, 46 seggi. Nella precedente legislatura il Movimento Libertà di Golob, forte di quasi il 35% dei voti ottenuti nel 2022 aveva 41 seggi, a cui si aggiungevano i 12 di due partiti di sinistra. Il primo dato politico delle elezioni 2026 è che il partito di Golob scende da 41 seggi a 29, mentre suoi alleati di sinistra, socialdemocratici e Levica, ottenendo rispettivamente 6 se 5 seggi sostanzialmente confermano le posizioni del 2022. La maggioranza uscente, conquistando nel complesso 40 seggi, si è fermata molto sotto la soglia di 46 necessaria per formare un governo senza alleanze e appoggi esterni.

Oltre alle rappresentanze del governo uscente (40 seggi) e del Partito Democratico di Janša entrano in parlamento:

  • Nuova Slovenia e i suoi alleati centristi[4] (9 seggi)
  •  i Democratici di Anže Logar, già ministro degli esteri, per 25 anni nel partito di Janša che abbandonò nel 2024 causa dissidi con quest’ultimo[5] (6 seggi) 
  • Resnica, in italiano verità, il partito di Zoran Stefanović, filorusso, anti-Ue e populista. Stefanović afferma che ha cercato il termine populismo sul dizionario e non ha individuato un’accezione negativa (5 eggi)
  • I rappresentanti della minoranza italiana e quella ungherese (un seggio ciascuno)

Il 10 aprile Zoran Stefanović è stato eletto presidente del parlamento sloveno[6], con i voti del suo partito, quelli del Partito Democratico di Janša, dei Democratici di Logar e di Nuova Slovenia.

Il 22 maggio Janša è stato eletto per la quarta volta primo ministro, con i voti del suo partito, di Nuova Slovenia e dei Democratici di Logar, che faranno parte del governo, con quelli dei Resnica, che formalmente rimarrà fuori dall’esecutivo e quelli dei due rappresentanti delle minoranze linguistiche, che però hanno sottolineato che da un punto di vista numerico non sono determinanti oggi per gli equilibri in Slovenia.

Le forze che si dichiarano centriste sono in verità assai conservatrici e si accordano più facilmente con i nazionalisti, e pare irrilevante che le posizioni di questi ultimi siano sempre più radicali.

Janša, vicinissimo ad Israele e pro-Ucraina, si dichiara ammiratore di Trump ed ha ricevuto subito, tra le altre, le congratulazioni dell’amico Orbán. Ha promesso riforme che rendano più efficienti il paese e lotta alla corruzione, temi cari ai populisti di Resnica che hanno un’agenda liberista in economia che somiglia a quella dei Tea party americani; inoltre, la spinta verso politiche economiche di destra è in continuità con il passato di Janša che tra le sue tante trasformazioni ha avuto anche un momento liberista e mercatista. Il neoeletto primo ministro è un uomo che ha spesso cambiato posizione e negli anni si è spostato sempre più a destra, ma è presto per parlare di evoluzioni da Ungheria di Orbán. L’esperienza slovena passata insegna che Janša ha un elettorato abbastanza stabile che spesso gli permette di essere il leader del partito più votato; tuttavia, le sue coalizioni di governo sono sempre instabili, inoltre le istituzioni democratiche slovene sono assai più solide di quelle ungheresi. Non va sottovalutato che il quarto esecutivo Janša si è insediato con il voto favorevole di diversi attori che non prendono parte al governo: l’estrema destra di Resnica, il rappresentante della minoranza ungherese; il rappresentante di quella italiana. Nasce quindi come un governo senza maggioranza. Sarà essenziale per il Primo Ministro sloveno curare i rapporti con Resnica e soprattutto farlo in una prospettiva di utilità per l’esecutivo. In Repubblica Ceca, paese che per lingua, livelli di benessere e parzialmente per storia può essere considerato affine alla Slovenia, pare l’elettorato del primo ministro nazionalista Babiš, pur continuando a sostenerlo, stia mostrando insofferenza per l’aggressività dei suoi alleati di estrema destra, il neo-insediato primo ministro sloveno potrebbe pagare il rapporto con il partito più a destra del parlamento di Lubiana, quest’ultimo potrebbe anche essere deresponsabilizzato dal fatto di non esprimere ministri. In Slovenia Janša durerà se sarà capace di tenere insieme le tante destre che sono in parlamento.


[1] Il partito di Janša ha avuto negli anni evoluzioni che ricordano quelle di FIDESZ di Orbán. Addirittura, nasce come partito di sinistra con il nome di Partito Socialdemocratico Sloveno, nel 2000 aderisce al Partito Popolare Europeo e nel 2003 cambia nome abbandonando l’aggettivo socialdemocratico. Nella legislatura 2018-2022 si converte a populismo

[2] Fonte politico Slovenia, https://www.politico.eu/europe-poll-of-polls/slovenia/

[3] Slovenia, vittoria al fotofinish del per il partito del premier Golob. Ansa. 23 Marzo 2026

https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/politica/2026/03/23/slovenia-vittoria-al-fotofinish-per-il-partito-del-premier-golob_9726fbe5-6bc8-46a5-a45b-eb64c1de8ad0.html

J. FISAYO-BAMBI, Slovenia, elezioni generali: vittoria risicata dei liberali al governo sui sovranisti, Euronews, 23 Marzo 2026,

https://it.euronews.com/my-europe/2026/03/23/slovenia-elezioni-generali-vittoria-risicata-dei-liberali-al-governo-sui-sovranisti

V. PALOMBARO, Slovenia, vittoria di misura per il partito del premier uscente, Vatican Insider, 23 Marzo 2026

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/slovenia-elezioni-democrazia-ue-diritti.html

[4] I cristiano-conservatori di Nova Slovenija-Krščanskih Demokratov (NSI), in italiano Nuova Slovenia-Cristiano Democratici; e gli agrari di Slovenska Ljudska Stranka, in italiano Partito Popolare Sloveno oltre a Fokus di Marko Lotric. Tali ultimi partititi contrano un seggio ciascuno

[5] M. NOVAK, Anže Logar lascia l’SDS, Radio Capodistria, 9 ottobre 2024

[6] Stevanović nuovo presidente del parlamento, Radio Capodistria, 9 ottobre 2024

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