Martedì 9 giugno 2026 il Cespi ha aperto le porte alla cittadinanza per festeggiare le attività realizzate nel corso dell’anno:
in primis la scuola di italiano L2 per migranti sia nella sede del CESPI sia presso la Parrocchia di S. Giovanni aperta a mamme e bambini; quest’anno hanno aderito ai corsi più di 200 migranti, che vi hanno trovato solidarietà e opportunità di inclusione;
una sere di 18 lezioni sul tema “Geografia umana: uno sguardo sul mondo” tenute all’UTE da esperti del CESPI;
un corso base sulla sicurezza nel posto di lavoro rivolto a migranti con competenze linguistiche di livello B1 e organizzato dall’Associazione Ambiente e Lavoro;
interventi nelle scuole secondarie di secondo grado sempre sul tema della geografia umana;
incontri rivolti alla cittadinanza presso la Villa Milius, tenuti dal nostro Presidente Dino Gavinelli e da Giuliano Trezzi;
accoglienza di due stagiste universitarie su progetti specifici: raccolta di storie di migranti tramite interviste, docenza nella scuola di italiano;
collaborazione con gli scout in servizio civile per affiancare le docenti della scuola di italiano.
Durante la festa sono stati consegnati gli attestati del corso sulla sicurezza e offerto la tessera associativa del CESPI ad honorem agli esperti che hanno tenuto le lezioni presso l’UTE. Poi tutti i presenti hanno potuto partecipare a un gioco basato sulla ricerca di parole significative per una convivenza pacifica da scrivere su segnalibri appositamente preparati sia in italiano che nella lingua dle paese d’origine per i migranti.
Un notevole contributo all’allegria dominante è stato offerto da due gruppi musicali: Le note compagnie, composto da dilettanti sestesi coordinati dal maestro Ivan Rosas e CESPI Music Team composto da Giancarlo Brambilla, Marco Luchetti e Pasquale Fusaro. Senza dimenticare il ricco buffet multietnico.
Un momento particolarmente emozionante è stato quando il nostro socio più anziano, Renzo Baricelli, ha letto con voce commossa una sua poesia.
Disarmo e al bando le guerre
C’è una sensazione strana
nell’aria tetra dei tempi…
Discorsi variamente espressi
evocano tessiture tragiche.
Un potere oscuro
che ha bisogno di stragi,
soldi, armi e consensi
per limitare qui libertà e diritti
predisporre là dominio e rapine di risorse…
Ci hanno inculcato differenze inesistenti
e stupidi schemi di pensiero incolpando
ora questo, ora quello per i mali del mondo:
incolpiamo la donna, quasi sempre e,
a seconda dei tempi il nero, l’arabo,
l’ebreo, l’anartchico, il profugo migrante,
lo zingaro, il cinese, il terrone o il valdese…
E pronti a intrupparci dietro a fanfare di guerra.
Orsù, uomini e donne: è tempo di levarsi
cominciamo dalle nostre coscienze e…Sì, si può fare…
Prendiamoci per mano con i nostri bambini e
circondiamo i palazzi del potere per imporre
disarmo e la bando le guerre.
Alla fine della festa, dopo aver ringraziato il cielo che, pur coperto di poco rassicuranti nuvoloni ci ha risparmiato la pioggia, ogni persona se ne è andata con un piccolo dono a sorpresa.
Per visualizzare Renzo mentre recita i suoi versi digitare qui
Per visualizzare il canto corale di Bella ciao digitare qui
