sabato, 14 Marzo, 2026
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Sesta lezione all’Ute. Le guerre commerciali: è la fine della globalizzazione?

Nella lezione del professor Iarrerai i dati numerici si mescolano con approfondimenti tematici.

1. L’Evoluzione Storica (1990-2008)
​E’ l’Età d’Oro della globalizzazione favorita dal crollo dell’URSS, dall’apertura della Cina e dalla rivoluzione digitale.
​Caratteristiche: delocalizzazione, abbattimento delle barriere doganali e omologazione dei consumi, e-commerce e turismo di massa.
​Nuovi Equilibri: transizione dal G7 al G20. Emergono i BRICS, un gruppo di economie emergenti (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) che oggi comprende 11 paesi, che detengono il 45% del PIL mondiale e il 49% della popolazione mondiale.

2. I Fattori della crisi
​Il modello di integrazione globale è entrato in crisi per molteplici cause.
​Crisi finanziaria del 2008, innescata dalla bancarotta della la banca d’affari statunitense Lehman Brothers, e pandemia da COVID 19.
​Geopolitica e Commercio: guerra in Ucraina, tensioni USA-Cina e pratiche di dumping (vendita di un prodotto su un mercato estero a un prezzo inferiore a quello praticato sul mercato interno o ai costi di produzione, al fine di ottenere un vantaggio competitivo sleale) da parte della Cina.
​Vulnerabilità logistica: blocchi strategici (es. Canale di Suez) che hanno interrotto le catene di approvvigionamento.

3. De-globalizzazione o riassetto?
​Non assistiamo alla fine della globalizzazione, ma a una sua contrazione guidata da diversi elementi.
​Reshoring: strategia aziendale che prevede il ritorno nel paese d’origine di attività produttive o servizi precedentemente delocalizzati all’estero per ridurre i rischi.
​Decoupling: disaccoppiamento economico e tecnologico tra USA e Cina, avviato durante la prima amministrazione Trump, che mira a ridurre la dipendenza statunitense da Pechino, specialmente in settori critici. 
Declassamento del rating USA da parte di Moody’s nel 2025 da Aaa a Aa1 in base all’aumento del deficit, all’elevato indebitamento e alla paralisi politica. Nonostante ciò il dollaro resta la valuta di riferimento mondiale, sostenuto dai consumi interni e dai dazi.

4. Indicatori di Sviluppo Umano (ISU)
​Speranza di vita: l’Italia detiene un primato globale (85 anni per le donne e 81 gli uomini); in Africa si registra un progresso significativo (dai 50 ai 60 anni in media).
​Divario Sociale: l’istruzione e la sanità rimangono i parametri fondamentali per misurare il reale benessere oltre al PIL.

5. Il ruolo dell’Europa
​Per sopravvivere tra i blocchi USA e Cina, l’Europa deve
​integrare la Difesa e l’Innovazione: ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti.
​puntare alla sovranità Finanziaria: Implementare l’Euro Digitale per svincolarsi dai circuiti di pagamento americani (Visa/Mastercard) e garantire pagamenti indipendenti dalla rete Internet globale.

Per visionare le slide utilizzate da Francesco Iarrera cliccare qui

Per visionare le date dei prossimi incontri del corso di Geografia umana cliccare qui

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