Venerdì 6 febbraio 2026 si è tenuta la quinta lezione del corso di Geografia umana “USA, una superpotenza in declino”?
Questo appuntamento del corso organizzato dal Cespi presso l’UTE di Sesto San Giovanni ha avuto come tema il “sogno americano” che inizia a incrinarsi di fronte all’impoverimento della cultura, al rallentamento dell’economia e all’invecchiamento della popolazione, dovuto sia al calo delle nascite, sia alla diminuzione dei flussi migratori.
Siamo di fronte a una nuova realtà geopolitica, che negli ultimi anni si rende evidente in quello che è il quarto Paese al mondo per superficie e il terzo per popolazione. Una nazione che per decenni ha accolto persone da ogni parte del mondo, traendo forza dalle diversità e dalla capacità di attrarre innovazione, talenti e ora si chiude nei propri confini.
Il relatore, prof. Francesco Iarrera, ha utilizzato una ricca serie di mappe e dati per guidare i partecipanti a leggere le peculiarità e le contraddizioni di quel Paese, come ad esempio la densità abitativa di soli 37 abitanti per km², gli ampi spazi che convivono con metropoli sovraffollate. Gli USA sono un Paese che cambia nella composizione etnica, con una diminuzione dei bianchi di origine europea (dal 71% al 57%), un aumento della popolazione ispanica (dal 20% al 28%) e una aspettativa di vita più bassa rispetto a quella europea.
Sullo sfondo la crisi finanziaria con un debito pari al 125% del PIL e una situazione politica complessa, in cui la figura di Trump mette a dura prova la tenuta democratica del Paese e indebolisce la sua influenza internazionale.
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