mercoledì, 17 Giugno, 2026
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Lezione n. 14 UTE. Censura e strategie di resistenza nel cinema contemporaneo

Relatore Mauro Caron


Parlare di cinema e censura in Iran potrebbe sembrare un argomento frivolo, ma è in realtà una questione di grande attualità e portata universale. La censura non è un fenomeno isolato: storicamente infatti ha colpito ogni nazione. In regimi repressivi, le strategie per continuare a creare arte includono l’uso della metafora, l’esilio e la resilienza,

Storia del Cinema Iraniano
Primi anni del ‘900: aprono le prime sale cinematografiche in Iran.

L’era dello Scià (anni ’20 – ’70): Mohammad Reza Pahlavi istituisce una commissione di censura formata dalla polizia segreta per bloccare i film non conformi alle norme del regime.
Anni ’50: fino a questo periodo, pur essendoci sale cinematografiche non esistevano strutture adeguate; molti film venivano girati in India. Dopo il 1950 inizia la produzione nazionale.
Anni ’60: l’ondata della Nouvelle Vague francese arriva in Iran, innescando una rivoluzione stilistica e culturale.

Nascita della Repubblica Islamica

Il referendum del 1979 sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Islamica guidata dall’Ayatollah Khomeini che ricevette il 98% dei voti. Questo porta a diversi cambiamenti:
Introduzione della Shari’a i cui precetti costituiscono la base esclusiva della legislazione dello Stato.
Obbligo del velo per le donne.
Rottura diplomatica con l’Occidente.
Restrizioni severissime sui contenuti artistici.
Nonostante il controllo teocratico, negli anni ’80 nasce una fondazione per il sostegno al cinema che favorisce una “rinascita”. Il cinema iraniano si ispira al neorealismo italiano e ottiene grandi riconoscimenti nei festival internazionali tra il 1980 e il 2000.

Il funzionamento della censura

Il processo per realizzare un film è un percorso a ostacoli burocratico e ideologico.

Il soggetto deve essere approvato da un comitato.
La sceneggiatura viene uteriormente esaminata per il “sì” definitivo.
Per quanto concerne i permessi di produzione bisogna segnalare ogni collaboratore; per questo molti film circolano senza titoli di coda per proteggere l’identità dei lavoratori.
Il controllo post-produzione prevede che il film finito venga nuovamente visionato.
Anche per la distribuzione bisogna dichiarare in quali sale verrà proiettato.
Tra gli esempi di censura assurda ricordiamo un film che è stato vietato perché parlato in turco; un altro perché mostrava un cane, considerato animale impuro. Le pene per chi nmon rispetta le regole includono il carcere e l’interdizione dal lavoro.

La censura tuttavia non è solo un fenomeno iraniano
Negli USA il Codice Hays (dagli anni ’30 al 1968) imponeva regole morali rigidissime che oggi renderebbero illegale gran parte del cinema contemporaneo.
In Italia le leggi sulla censura nate nel 1913 furono rafforzate dal fascismo e dalla DC. Bernardo Bertolucci fu privato dei diritti politici per il film Ultimo tango a Parigi. Solo nel 2021 l’Italia ha ufficialmente abolito la censura cinematografica governativa.

Esempi di eccellenza e resistenza iraniana

Pur in un contesto fortemente controllato si distinguono alcuni registi.

Abbas Kiarostami, fondatore e maestro del cinema iraniano moderno, celebre per film come Il sapore della ciliegia (1997), dove usa la realtà in forma metaforica.
Asghar Farhadi, vincitore di due premi Oscar. Nel 2017 non poté ritirare la statuetta perché non potè entrare negli USA a causa della restrizione imposto da Donald Trump.
Jafar Panahi, uno dei registi più perseguitati. Ha vinto i massimi premi a Venezia, Cannes e Berlino; l’unico insieme ad Antonioni ad aver vinto in tutti i principali festival.

La resistenza di alcuni registi è diventata leggendaria.
Jafar Panahi, nonostante gli fosse stato imposto il divieto di girare film, ha realizzato Taxi Teheran clandestinamente dentro un taxi. Un’altra volta girò un film interamente dentro il suo condominio per aggirare i domiciliari, film che fu portato al Festival di Cannes nascosto dentro una torta.
Mohammad Rasoulof nel 2024 ha presentato Il seme del fico sacrovincendo a Cannes). Condannato a una dura pena detentiva e alle frustate, nel 2025 è riuscito a fuggire dall’Iran a piedi, raggiungendo la Germania per continuare a testimoniare la realtà del suo paese

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